Cosa vedere a Cotignola in Romagna? Ecco un itinerario per te!

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Cosa vedere a Cotignola in Romagna? Ecco un itinerario per te!

Cotignola

Dopo un primo articolo dove racconto, assieme ad Afra Bandoli, le cose più interessanti da assaggiare e le feste più belle da vivere a Cotignola, in Romagna, eccoti un articolo sempre scritto a 4 mani che presenta un itinerario di cose da vedere nel paese.

In piazza Savorani, all’altezza del Conad troverai un parcheggio gratuito e senza disco orario. Da qui potrai raggiungere tutti i posti che ti elenco. Incamminati per prima cosa in direzione di Lugo e dopo un po’ raggiungerai la chiesa di S. Francesco d’Assisi nella via omonima, risalente al XV secolo. Sono numerose le proposte di spessore artistico da vedere a cominciare dagli affreschi dei pittori Francesco e Bernardino Zaganelli nella volta della piccola cappella sforzesca, di fianco alla chiesa. Nella medesima cappella puoi ammirare l’affresco dell’abside dell’altro pittore cotignolese Girolamo Marchesi (XV e XVI sec.), contemporaneo degli Zaganelli. Poi sempre dello stesso in una parete interna della chiesa, l’altra opera: Pietà con i SS. Francesco, Michele e un donatore, di magnifica fattura rinascimentale.

Tornando in centro, a metà del corso Sforza ecco piazza Vittorio Emanuele II sede del municipio e della chiesa arcipretale. Qui troverai dei totem che ti informeranno sull’origine e la storia dei reperti rinvenuti, offrendoti inoltre le indicazioni necessarie per i siti di interesse culturale ambientale e artistico da visitare.

Proseguendo per il corso Sforza, sulla tua destra all’altezza del civico 21, c’è Casa Varoli, un’autentica casa Museo dedicata all’artista e “Giusto” cotignolese Luigi Varoli, scomparso a 70 anni nel 1958, dove potrai ammirare collezioni di strumenti musicali e artistici e altri cimeli. A Casa Varoli è stata aperta da molti anni una scuola di musica. Nel cortile della casa trovi inoltre trachiti stradali di epoca romana inserite nel muro di recinzione. Ti faccio presente che nel territorio sono venuti alla luce, durante lavori di scavo progettati per scopo diversi, interessanti reperti e testimonianze dei primi secoli dopo Cristo. Fra questi il più prestigioso è senza dubbio la stele di Caio Vario D. (45 d. C.) conservato nel cortile del palazzo Sforza (XIV sec.) che ti consiglio ora di visitare.
Proprio di fronte al complesso edilizio lasciato in eredità al Comune di Cotignola dai coniugi Luigi e Anna Varoli trovi invece il palazzo Sforza (sec. XIV), sede di mostre temporanee e di musei di grande interesse storico. Nel palazzo interamente ricostruito nel 1961 a causa delle distruzioni subite durante l’offensiva alleata (marzo-aprile 1945) sono stati incorporati i capitelli di marmo e le colonne di marmo rosso dell’originario edificio , fatto costruire da Giovanni Attendoli, padre di Muzio Attendoli Sforza nel 1376. Sul portone dell’entrata principale, è stato ricollocato il medaglione di terracotta con arma e cimiero sforzeschi, che mostra i segni evidenti dei pezzi andati distrutti coi bombardamenti.

Poco distante, nel piccolo piazzale della pace sovrastato da tre grandi bacheche con le foto del paese devastato dalla guerra, c’è la settecentesca chiesa del Suffragio, ricostruita sui resti dei muri dopo la sua distruzione e nel rispetto dell’antica struttura rimasta, grazie alle donazioni e al lavoro gratuito di tanti cittadini di Cotignola. La chiesa ospita le lapidi delle vittime militari e civili di guerra del paese.

Percorrendo il breve tratto di strada tra la piazzetta della pace e via Matteotti, vedrai un caseggiato basso e grigio dai muri dipinti: si tratta di opere eseguite da writer i invitati per Cotignyork, una rassegna di proposte realizzate e interpretate nelle vie, piazze e luoghi del centro storico dai bambini delle scuole. Nel parcheggio di fianco alla farmacia, altro murales in bianco e nero dedicato ai Giusti di Cotignola Vittorio Zanzi e Luigi Varoli con le rispettive mogli che si prodigarono tra il 1942-’45 per la salvezza di decine di ebrei e di perseguitati politici in una Cotignola occupata dai nazi-fascisti. Poco più avanti, sulla destra, in via Pascoli, altri due enormi murales raccontano la storia della cittadina con i volti di Muzio Attendolo Sforza e di Lucia da Torsciano.

Cammina ancora, sali sull’argine del fiume e prosegui la tua passeggiata. Arriva fino alle rotaie della linea Faenza-Lavezzola e attraversa con prudenza. Cammina ancora e goditi la natura: qui attorno il panorama è splendido. Arriverai al Canale Emiliano Romagnolo, dove potrai vedere la Golena che in luglio ospita l’arena delle balle di paglia. Da qui scendi e cammina lungo il Canale Emiliano Romagnolo (fai molta attenzione, le rive sono scivolose quindi non avvicinarti troppo). Raggiungi via Cenacchio e svolta a destra, ritornando verso il paese: quando arrivi all’altezza del nuovo stadio gira a sinistra e concediti una sosta nel bellissimo Parco Pertini, con animali della fattoria, laghetto, anatre, e un centro sociale, Il Cotogno, che potrà aiutarti se sei alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti o di un caffè.

Riparti quindi verso il paese, attraversa la strada e cammina lungo via Zanzi sulla sinistra c’è una birreria (nel caso tu abbia fame o sete), poi prosegui fino a dopo il passaggio a livello. Svolta quindi a sinistra in via G. Marconi poi nuovamente a sinistra nel viale G. Vassura fino alla stazione. Di fianco a quest’ultima trovi il teatro Binario, aperto però solo qualche sera settimanale per spettacoli vari ma da vedere, è molto particolare. Ora torna sui tuoi passi e dopo avere svoltato in via D. Alighieri, volta di nuovo a sinistra in via Cairoli. Giungerai così nei pressi della scuola comunale Arti e Mestieri, la prestigiosa e antica scuola comunale: visitandola potrai renderti conto quanto grande sia per Cotignola l’amore verso le arti grafico-pittoriche in tutte le sue opzioni. La scuola dista pochi metri da un’altra testimonianza d’arte, casa Magnani, pregevole pittore e ceramista cotignolese.

Di fianco alla scuola e davanti all’ospedale Testi (XVIII sec.) il parco dedicato al “Giusto” Vittorio Zanzi (1896-1985). Di fronte alla scuola Parco Tarlazzi con il murales dedicato ai bambini di Cotignola ti confermeranno l’importanza del verde pubblico per i Cotignolesi. Prosegui fino all’incrocio e torna camminando lungo corso Sforza fino alla tua auto. Sì, il percorso che ti ho proposto e illustrato è stato un po’ lungo, ma penso che il risultato sia riuscito a sfatare certi luoghi comuni sui piccoli centri della provincia italiana.
Se, passando parola, ti tornassero la voglia e la curiosità di passare di qua con altri amici, chissà che non ci incontriamo di nuovo, magari davanti a un bel piatto di cappelletti o di orecchioni alla romagnola.

Grazie ad Afra Bandoli per il preziosissimo contributo.

MichelaMazzotti
MichelaMazzotti
Consulente di web marketing turistico & copywriter, sono una storyteller dall'età di 7 anni. Mi occupo principalmente di strategia e di creazione di contenuti in ambito turistico. Nel tempo libero amo godermi quelle emozioni che solo un viaggio può darmi, dal momento in cui comincio a sognarlo fino a quando disfo la valigia e comincio a raccontare le mie diapositive. Sono una persona positiva e curiosa, tendo a cogliere il lato bello di ogni cosa.

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